YouDreamVillage - Mysterious, Fantasy...or Reality ? The Birth of Dream's Villages
MESSIA, IL RITORNO
….nella Piccola Terra per un Grande Mistero

 
Sottotitolo: “…nella Piccola Terra per un Grande Destino” a cura di Mario Cherubini, collana “I Talenti”, seconda edizione 2014. “Ho iniziato a scrivere queste pagine (seconda edizione) il 25 ottobre 1995” scrive l’autore nella prefazione “ Le prime pagine di tutti i giornali riportavano la notizia  dell’inizio di una nuova Era: era nato lo Stato Palestinese, che doveva vivere pacificamente accanto allo Stato d’Israele, nato nel 1948. I tragici fatti successivi al 1995 hanno dimostrato che quel giorno d’inizio non è ancora giunto. Quando arriverà?” . L’autore crede che il processo di pace sia iniziato, abbia raggiunto un presidio importante ma che “l’unità del genere umano” è lungi dall’essere raggiunta. Sono pagine estratte dal commento di un programma di 300 slides con commento sonoro che l’autore ha proiettato in centinaia di località, con conferenze pubbliche, negli anni dal 1983 al 1993. “Immagini, citazioni, considerazioni sintetiche si susseguono in un condensato il cui risultato finale vuole essere” conclude l’autore “ un piccolo contributo per la realizzazione di un maggior senso di unità tra i Popoli”. Un libro di 77 pagine, formato A4, in tre capitoli: I primi 2600 anni (da Abramo a Maometto); dalla Rivoluzione Islamica a quella industriale (VII-XVI sec/dC); da Baha’u’llah ai giorni nostri.
 
 
Presentazione e Prologo
 
Perché un'altra storia di questa piccola Terra Santa ?
Perché essa ha celato per oltre 40 secoli un grande mistero.
Quattromila anni fa un intero popolo andò dapprima alla ricerca di questa Terra, per poi sperdersi in tutto il mondo e ritornarvi dopo quasi 2000 anni di diaspora.
Oggi quattro grandi Religioni , che 4000 anni fa non esistevano,  hanno in essa i loro Luoghi Santi. Pellegrini provenienti da razze e nazioni disparate si riversano in questa Terra come grandi fiumi mescolano le loro acque nel grande oceano.
Quattro Messaggeri, che si sono dichiarati "inviati da Dio", hanno calcato questo territorio, hanno trasformato con le loro Parole intere generazioni, hanno fondato  qui grandi civiltà planetarie che si sono susseguite nel tempo.
 
Perché Luoghi Santi proprio qui ? Perché questa terra così voluta, cosi conquistata, così combattuta ?
 Perché tanto odio, tanto amore, tanto sacrificio, tanto spargimento di sangue, per un po' di sabbia, di deserto, di pietre, di storia ? Perché tanto coinvolgimento di tante nazioni di tanti popoli, di tante idee?
 
La risposta a queste domande sta nella soluzione del mistero di questa "Piccola Terra".
Mentre scrivevo queste parole era il 25 ottobre 1995. Le prime pagine di tutti i giornali riportavano  la notizia dell'inizio di una nuova Era: era nato lo Stato Palestinese, che doveva vivere pacificamente accanto allo Stato d'Israele, nato nel 1948. Il profeta lsaia aveva profetizzato che il lupo e l'agnello avrebbero un giorno pascolato insieme sul monte di Dio e sarebbe stato l'inizio di un tempo di pace. I tragici fatti successivi al 1995 hanno dimostrato che quel giorno d’inizio non è ancora giunto. Quando arriverà?
 
Io credo che questa  nuova Alba sia già iniziata.
 
Questa terra e la storia del suo popolo, mi divengono anche il pretesto per accennare ad una grande parte della storia dell'Umanità, con il suo susseguirsi di civiltà, dal 2000 aC ad oggi.
 
Storia dell'Umanità comunque strettamente collegata alla storia di questa "Piccola Terra”. Un unico filo conduttore percorre tutto questo copione: la promessa di un Giorno Nuovo.
 
L’esperienza ed i fatti di questi ultimi anni hanno fratto maturare in me la forte sensazione che il mistero del Nuovo Giorno, atteso da tutta l’Umanità, sia ormai in via di piena maturazione.
 
Con questo piccolo libro desidero raccontarvi in sintesi ciò che ho scoperto in questi anni, e ve lo racconterò come nel "copione" di un film.
 
Ho iniziato a scrivere queste pagine nel 1983, sotto forma di commento per un programma di 300 diapositive, quattro anni dopo aver conosciuto la Fede Baha'i e due viaggi in Israele. Ora riscrivo quel commento, con poche aggiunte, quasi con lo stesso stile, ma con la veste di piccolo libro, dopo il terzo viaggio in Israele e sulla spinta che ho ricevuto dagli ultimi, anche se drammatici,  fatti israeliani ,palestinesi ed internazionali. Ai vari capitoli aggiungo alcune diapositive scelte da quel programma, il cui titolo originale era "Una piccola Terra per un grande Destino".
 
Lascio immaginare al lettore le altre scene, lo invito a leggere come se vedesse il film che spero un giorno di vedere anch'io.
 
Un film che probabilmente si sta realizzando: ne esiste una prima rudimentale bozza.Dedico all’amico Bruno Merlo, scomparso nel 2004, questo lavoro di ricerca e le prossime mosse per la realizzazione di un film.
 
Immagini, citazioni, considerazioni sintetiche si susseguono in un condensato il cui risultato finale vuole essere un piccolo contributo per la realizzazione di un maggior senso di Unita tra i Popoli.
 
Nessuna pretesa pertanto di spiegare tutto (ci vorrebbe una serie enciclopedica di libri, che altri scriveranno) ma semplicemente di offrire un'opportunità di ricerca al lettore.
 
Se questo mio sentimento verrà colto anche da uno solo, anche per pochi minuti, se in piccola parte contribuirà ad aumentare in quell' uno, l’Amore per Dio, per i Suoi Messaggeri, per questa piccola, travagliata Terra e per tutti i Popoli che l'abitano…. beh allora potrò dire che lo scopo del libro sarà stato più che raggiunto ed avrò trovato un altro amico in cammino lungo il sentiero dei "Costruttori di Pace".
 
Mario Cherubini
 
 
CAPITOLO PRIMO: I primi 2600 anni,
da  Abramo a Maometto, pag 5
PARTE PRIMA:
Una terra di latte e miele, pag.7
PARTE SECONDA:Abramo,
Padre delle Genti, pag.10
PARTE TERZA: Ascesa e Crollo
della Grande Israele, pag.15
PARTE QUARTA:Gesù e
le Grandi Profezie, pag.19
PARTE QUINTA:La Diaspora e l’Attesa, pag.23

CAPITOLO SECONDO: Dalla Rivoluzione Islamica
a quella Industriale (VII sec. dC-XIX sec),pag. 40
PARTE PRIMA: Conquiste e  ascesa dell’Islam, pag. 42
PARTE SECONDA: Impero Ottomano e Terra Santa,pag. 48
PARTE TERZA: La nuova attesa del Messia,pag. 51
PARTE QUARTA: La Gloria del Signore e il Carmelo,pag. 55
PARTE QUINTA: IL Trono di Dio e la Persia,pag. 62
 
 
-         CAPITOLO TERZO: Da Baha’u’llah 
ai giorni nostri, pag. 70
PARTE PRIMA: Queste guerre rovinose passeranno, pag. 72
§  PARTE SECONDA: Abdul’Bahà e lo sviluppo della Fede Baha’,pag.75
§  PARTE TERZA: Sviluppo mondiale e persecuzioni,pag. 83
§  PARTE QUARTA: L’Arco sul Carmelo,pag. 88


==============================================================
AGLI AMICI DEL PROGETTO PEGASUS VIENE QUI OFFERTA LA LETTURA DEL CAPITOLO PRIMO DI "MESSIA, IL RITORNO"
==============================================================



CAPITOLO PRIMO
I primi 2600 anni:
da Abramo a Maometto
 
Dopo una rapida presentazione di alcuni caratteristici paesaggi della Terra Santa, la nostra storia inizia dai Patriarchi Ebrei:
 
Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe. Mosè conduce gli Ebrei fuori dall’ Egitto, David e Salomone danno vita alla Grande Israele, che dopo una inarrestabile crescita conosce una rapida decadenza. Cade sotto i colpi di  Babilonesi, Persiani e Greci. La Promessa e l’ attesa del Messia ci conducono a Cristo, ai luoghi della Sua vita e dei Suoi miracoli, all'importante profezia della Sua morte. Dopo la distruzione di Gerusalemme, profetizzata da Gesù, per gli Ebrei inizia la diaspora . Gli Apostoli di Gesù attendono il Suo ritorno, che sembra vicino.
 
Il Cristianesimo si diffonde e dà vita all’ Impero Bizantino. Ma le scissioni ben presto arrivano, mentre  dalle  Terre  d'Arabia  giunge  il Messaggio di Maometto.
 
PARTE PRIMA
Una terra “di latte e miele”
 
Osservo una diapositiva scattata dal satellite. E' la Terra, il nostro bel pianeta.
Il Continente africano domina maestoso, mentre il Mar Rosso lo separa dalla penisola Arabica; a nord di essa la terra protagonista di questa Storia, a far da corridoio tra l'Africa e l'Asia. Immaginiamo di spiccare il volo su di essa. Fu detta Terra di Canaan, Terra d'Israele, Terra Santa. Dal periodo ellenistico fino al 1948 fu comunemente designata col nome di Palestina. Sconvolgimenti dell'epoca terziaria produssero la grande fossa che attraversa tutto il Paese da nord a sud e nella quale scorre il fiume Giordano. In epoca Romana con il termine Giudea veniva designata la Palestina, in quanto abitata da Giudei.
 
Oggi il termine serve ad indicare la parte meridionale dell'altipiano palestinese. Verso sud la Giudea si perde e si confonde con il deserto del Neghev, la zona preferita dai Patriarchi. La fertilissima pianura di Esdrelon, in Galilea, nella parte settentrionale della Palestina, fu attraversata nell'antichità dall'importante via carovaniera che univa Egitto, Siria e Mesopotamia.
Il Monte Hermon domina sulla Galilea con i suoi 2814 metri di altezza. Da esso nasce il Giordano che, dopo un'imp etuosa corsa di 16 chilometri attraverso la valle di Hule, si getta nel Lago di Tiberiade, anticamente conosciuto come "Mar di Galilea". All'uscita del lago, dopo un percorso capriccioso di circa 300 chilometri attraverso la fertilissima Valle di Gerico, il Giordano si getta nel Mar Morto, la cui superficie si trova a 394 metri sotto il livello del Mar Mediterraneo e la cui caratteristica è l'alta percentuale di sostanze saline, che rendono le acque e le sponde prive di ogni specie di vita. Pittoresca la sponda orientale del Mar Morto, dove in alcuni punti le colline piombano a picco sul mare talora per un'altezza di 100 metri.
 
Lo sperone del Carmelo, che domina sulla citta di Haifa, divide in due la piana costiera, ricca di storia, che ha ancora ben conservate città antichissime come Akka (la San Giovanni d'Acri dei Crociati) eredi di un glorioso e remoto passato.
 
E' stata chiamata Terra Promessa, una regione piccola e spesso impervia, ma che agli occhi dei grandi personaggi biblici era “una terra in cui sgorgano latte e miele", la terra che, a loro dire, il Signore aveva promesso ai discendenti di Abramo.
 
Gli ultimi Personaggi biblici ci vissero quasi 2000 anni fa, i primi quasi 4000. Il  tempo e con esso la distruzione provocata dall'uomo e dalla natura ,hanno cancellato la maggior parte delle opere realizzate da questi Personaggi.
 
Ma il Libro che narra le loro esperienze spirituali sopravvive, così come la Fede nel Signore Unico Dio, che ne ispirò gli Autori.
 
PARTE SECONDA
Abramo, Padre delle Genti
 
Nella Genesi, primo libro della Bibbia1 inizia la chiamata di Dio.
Abramo è il primo grande Personaggio che Dio rende protagonista della nostra Storia:
 
“Lascia il tuo Paese... va' nella terra che Io ti mostrerò..." (Genesi1 12,1-2)
 
Poco prima del 2000 a.C. Abramo e la sua famiglia lasciarono Ur, l'antica capitale Sumerica. Là era stata elevata in onore del dio della città una grande piramide a gradini, o ziggurat. Nello stesso periodo era sorta in Egitto la piramide di Cheope. La sua gente era in origine idolatra e fu ad Haran, nell'attuale Turchia, che Abramo rinnegò gli dei della sua gente, dei suoi padri.
 
Si levò e partì, con i congiunti e le greggi, secondo il comando di Dio, per fondare uno Stato che servisse l'Unico Dio dell' umanità. Giunsero quasi al Mar Mediterraneo e si fermarono in una valle, detta valle dei Patriarchi, nella Terra di Canaan. I Cananei chiamarono Abramo ed i suoi compagni lbrim (che significa "dell'altro lato”) poiché provenivano dall'altra sponda del fiume, probabilmente l'Eufrate. Da lbrim derivò la parola "Ebreo".
 
Abramo significa “ Padre di una moltitudine di popoli". Dio gli fece una promessa:
 
“Stabilirò il mio patto tra me e te, e ti
moltiplicherò “ (Genesi,17,2)
 
Ebbe due figli: Ismaele, generato dalla serva Agar e Isacco, generato dalla moglie Sara.
Dio rinnovò il Suo Patto con Isacco, mentre da Ismaele, cacciato nel deserto con la madre, discenderà una moltitudine di uomini, pure benedetti da Dio, gli Arabi.

"...Sara, tua moglie ti dara' un figlio, e gli porrai nome Isacco; ed io stabilirò il mio patto con lui, qual patto perpetuo per la sua progenie dopo di lui. Anche per Ismaele io ti ho esaudito. Ecco, io l'ho benedetto, lo renderò fecondo e lo moltiplicherò in modo stragrande: genererà dodici principi e lo farà diventare un popolo grande..." (Genesi, 17,19-20)
 
Abramo è perciò considerato anche il Padre degli Arabi, oltre che degli Ebrei e dei
Cristiani. Cristo discende infatti da Isacco mentre Maometto discende da
Ismaele.
E' perciò spiegato perché ad Hebron in Palestina sorge una Moschea ,luogo di
culto islamico, sul presunto luogo di sepoltura di Abramo.
Fu Giacobbe, figlio di Isacco, a ricevere da Dio il nome di Israele, che significa: "Colui che ha  lottato con Dio" (Genesi, 32,29)
 
Nei pressi di un pozzo ancora esistente in Samaria, Giuseppe, il prediletto dei 12 figli di Giacobbe, capostipiti delle 12  tribù di Israele, venne venduto dai fratelli a mercanti che lo condussero schiavo in Egitto. In questo Paese, grazie alla sua saggezza e rettitudine, Giuseppe divenne il ViceRé d'Egitto e quando la carestia nella Terra di Canaan costrinse gli altri Ebrei a spingersi essi stessi in Egitto, là vissero per lunghi anni in pace e senza molestie.
Fu il primo esilio forzato degli Ebrei.
Dopo la morte del loro protettore Giuseppe, la situazione cambiò e gli Ebrei furono posti in schiavitù , finché Dio chiamo Mosé e con Lui ristabilì il Suo Patto. Egli guidò gli Israeliti fuori dalla Terra d'Egitto e li ricondusse nella Terra Promessa, la terra di Canaan.
 
 
Durante il percorso di ritorno fecero tappa nei pressi del Monte Sinai, dove Dio si manifestò a Mosè. Là Gli rivelò i Dieci Comandamenti e le Leggi che divennero il fondamento del Codice Giudaico. Dio fece una promessa specifica a Mosè:
 
"Io susciterò loro un profeta come te, di mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole sulla sua bocca ed egli annunzierà loro tutto quello che gli avrò comandato. Se uno non ascolterà le parole che egli dirà' in nome mio, Io stesso gliene chiederò conto” (Deuteronomio, 18,18-20)
 
Quando poi avrebbero chiesto a Dio: "Ma come lo riconosceremo?" Egli risponde:
 
“Se questo profeta dice di parlare in nome del Signore, ma la sua parola non avrà effetto nè si avvererà, allora sarà una parola che il Signore non ha detto”
(Deuteronomio, 8,22)
 
E' una promessa fondamentale , con due profezie regolarmente compiute 1200 anni dopo:
Un profeta uguale a Mosè è Gesù Cristo. Lui stesso lo confermerà nel Vangelo:
 
“ Se infatti credeste a Mosè, credereste pure in me, poichè di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?
(Giovanni, 5,46)
 
E l’ evangelista Luca lo conferma negli Atti degli Apostoli:
 
“ Il Signore faccia venire i tempi della consolazione e mandi Gesù il Messia,  di cui Dio ha parlato anticamente per bocca dei suoi profeti. Mosè infatti ha detto: "il Signore Dio vostro susciterà di mezzo ai vostri fratelli un profeta simile a me...” (Atti1 3,2O-22)
 
La parola di Gesu si avvererà poichè profetizzerà la distruzione di Gerusalemme e la propria morte, confermando la grandezza di un'altro profeta, che poi vedremo: Daniele.
 
Queste promesse e profezie rivelano perciò una questione importante: che tra Mosè e Cristo, entrambi discendenti dalla stirpe di Abramo, non vi dovevano essere differenze: erano profeti.
 
 Da Abramo in poi cominciamo pertanto ad assistere ad una progressione di rivelazioni e di Patti stabiliti tra Dio e profeti simili.
 
Mosè venne dunque paragonato a Cristo, il cui avvento Dio stesso promise a Mosè.
 
 
PARTE TERZA
Ascesa e crollo
della Grande Israele
LE CONQUISTE
Dopo un esodo di 40 anni, gli Ebrei giunsero al Monte Nebo, a nord est del Mar Morto. Da qui Mosè potè osservare in distanza la Terra Promessa ma non vi entrò. Su quella montagna morì all'età di 120 anni. Gli succedette il suo luogotenente Giosuè, che condusse gli Israeliti oltre il Giordano. Le dodici tribù si accamparono sulle pendici delle montagne a ridosso della Palestina, da cui partirono le spedizioni armate per la conquista della Terra di Canaan. Fu soprattutto sotto la guida di Re David che i possessi si consolidarono: Salem, la città fortezza dei Gebusiti venne attaccata e conquistata con lo stratagemma di introdurvi le truppe attraverso un cunicolo normalmente usato per l'acqua.
 
Il nome di questa città divenne poi Gerusalemme.
 
Il Regno di Israele raggiunse l'apice della potenza e della gloria sotto il Re Salomone, figlio di David. I suoi possedimenti partivano dal Mar Rosso sino all'Eufrate. Egli era noto per la sua saggezza ed i suoi programmi edilizi: strade ed acquedotti furono aperti in tutta la regione. Ancora oggi possiamo vedere in Israele resti di vasche fatte costruire da Salomone per la raccolta dell'acqua. Egli chiamò dalla Fenicia architetti e costruttori e diede loro incarico di erigere un Tempio di pietra, legni pregiati e metalli preziosi che fu il primo edificio sacro di Gerusalemme ed in cui furono poste le Leggi date da Dio a Mosè sul Monte Sinai.
 
LE INVASIONI
 
Morto Salomone il suo regno cadde in preda a lotte intestine.
 
I suoi oppositori lo accusarono di aver tradito i precetti della morale giudaica per amore del fasto e della potenza, ignorando gli antichi e rigorosi comandamenti del Signore.
 
 La divisione di Israele in due Regni fu l'inizio del suo crollo.
Nel 598 a.C. Gerusalemme fu conquistata dai Babilonesi con Nabucodonosor; nel 586 a.C. le sue mura furono distrutte, il Tempio dato alle fiamme.
 
Cinquant' anni dopo saranno i Persiani,con a capo Ciro, ad occupare Gerusalemme.
Fu in quel periodo che si levarono le voci dei grandi profeti biblici.
 
Nel momento della caduta, della debolezza, Dio fa sentire la Sua voce e ridà la speranza.
 
Isaia, Daniele, Geremia, Ezechiele ed altri profeti gridarono a gran voce la promessa di Dio della venuta di un Messia. Grazie ai profeti fu possibile per il Popolo d'Israele mantenere integri i costumi, la Fede e la razza anche durante l'esilio in Babilonia.
 
Fu il Re Persiano Artaserse a concedere nel 457 a.C. la possibilità agli Ebrei di ritornare a Gerusalemme per ricostruirvi il Tempio.
 
Li guidò il sacerdote Esdra:
 
“ Il Re gli concesse tutto ciò che desiderava... L'anno settimo del re Artaserse, partirono altri figli d'Israele: sacerdoti1 leviti, cantori, portinai e servi inferiori, per tornare a Gerusalemme.
Esdra arrivò a Gerusalemme nel quinto mese dell'anno settimo del re. Aveva fissato la sua partenza da Babilonia il primo giorno del primo mese (mese di Nisan ebraico)” (Esdra, 7,6-10)
 
A questo passo del Libro di Esdra farà riferimento più avanti Gesu' quando gli apostoli gli chiederanno il “tempo della fine”.
 
Il 457 a.C. è un anno importante per tutti gli studiosi delle profezie e del tempo del ritorno del Messia. Come vedremo lo stesso grande scienziato Isacco Newton si interessò a questi studi e scrisse un libro nel XVII secolo.
 
Quando nel IV secolo avanti Cristo Alessandro il Grande invase trionfalmente il Medio Oriente ed entro' a Gerusalemme vi trovò gli Ebrei in pace.
 
 Nella sua saggezza , rispetto e comprensione ordinò che il Tempio venisse risparmiato e che ai Giudei non fosse arrecata molestia.
 
 
PARTE QUARTA
Gesù e le Grandi Profezie
 
L'attesa da parte degli Ebrei di un Messia che avrebbe costituito un duraturo Regno di Giustizia è fortissima in tutto l'Antico Testamento, sin dai tempi della scomparsa di Mosè, il cui corpo non fu mai ritrovato.
 
Ma le Scritture affermano che prima del Messia, o Signore degli Eserciti, avrebbe dovuto arrivare un Precursore, un profeta annunciante la venuta di “ Uno piu' grande di lui".
L'ultimo libro dell'Antico Testamento,  autore Malachia, si chiude con la promessa del ritorno di Elia, prima dell'avvento del Signore degli Eserciti.
 
“… Ecco, io manderò il mio messaggero a preparare la via innanzi a me. Presto verrà al suo Tempio il Signore che voi ricercate... Ecco che io invierò il profeta Elia, prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore…” (Malachia, 3,1-2-3,23-24)
 
Dunque quel profeta Elia che era scomparso su un carro di fuoco agli occhi di
Eliseo doveva ritornare (2 Re, 1-segg). Dunque gli Ebrei attendevano il ritorno di
due persone: Elia ed il Signore degli Eserciti.

Il grande profeta Michea predisse il luogo di nascita del Messia:
"E tu, Betlem - Efrata, tu sei la minima
tra le migliaia di Giuda, ma da te mi uscirà
Colui che deve regnare in lsraele...” (Michea, 5,2)
 
Questa profezia riguarda effettivamente Gesù il quale nacque nella città di Betlemme, pochi chilometri a sud di Gerusalemme, in un tempo in cui tutta la regione era sotto il dominio dei nuovi conquistatori: i Romani.
 
Ma Michea va oltre la prima profezia e pronuncia la seconda:
 
“..... Per questo (per Gesù) Dio li
abbandonerà fino a quando Colei che deve generare darà alla luce.
 Allora il resto dei suoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele.
 Egli si leverà e pascerà il gregge con la fortezza del
Signore, Dio suo.
Abiteranno sicuri, perchè allora
stenderà il suo potere fino agli estremi limiti del paese. E sarà egli la pace." (Michea, 5,2)
E' chiaro che dopo la venuta di Gesù vi sarebbe stata una nuova nascita, in un tempo più lontano, un tempo in cui i figli d'Israele, gli Ebrei, sarebbero ritornati in Terra Santa.
 
Ma ritornati da dove? Quando mai avrebbero lasciato la loro terra? E chi sarebbe stata questa nuova nascita che
avrebbe portato sicurezza e pace ai figli d'Israele ? Non poteva essere Gesù poichè lui stesso disse:
"Non crediate che io sia venuto a portare
pace sulla terra. Non sono venuto a portare
la pace, ma la spada”
(Matteo, 10,34-35)
Ma anche perchè quando Gesù venne gli Ebrei erano uniti, non dispersi.
Questo è uno dei motivi per cui gli Ebrei non hanno riconosciuto Gesù quale Messia atteso.
 
Gesù nacque in una grotta, sopra la quale oggi sorge un grande santuario. Per entrare nella grotta occorre passare attraverso una stretta porticina ed abbassare il capo.
 
 Ho visitato quel luogo anni fa. Appena dentro si vede a destra il luogo della mangiatoia; a sinistra il basamento in marmo sotto l'altare indica con una stella il luogo della nascita di Gesù.
 
A Nazareth in Galilea, tra il monte Carmelo ed il Lago di Tiberiade, Gesù visse la sua giovinezza e lavorò. E' la città di Maria, la città dell"incontro tra l'Arcangelo e la Madre del Cristo. Il grande Santuario ha preso appunto il nome di Santuario dell'Annunciazione.
Gesù venne preannunciato da Giovanni il Battista, il precursore.
Quando la folla chiese a Gesù se Giovanni era l'Elia atteso, Egli rispose:
 
“ E' lui quell'Elia che deve venire.
Chi ha orecchi da intendere, intenda…”
 
Se Giovanni era Elia dunque Gesù era il Messia.
Ma un'altro Messia era atteso più avanti nel tempo. Quando? Dove? Con che compiti?
 
Il battesimo di Gesù da parte di Giovanni avvenne in un angolo sconosciuto del Giordano. La pratica fu uguale a tante altre: il battesimo effettuato con l'acqua veniva concesso agli adulti che avevano ormai capito e accettato il nuovo messaggio di Dio. Non si ricordano casi nel Vangelo in cui venissero battezzati bambini neonati come si pratica oggi nella Chiesa Cattolica.
 
Gesù predicò e fece miracoli nei pressi del Lago di Tiberiade. Presso Cafarnao su una collina pronunciò il famoso discorso della montagna. A Cafarnao lo seguirono inoltre i primi discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni. A Cafarnao oggi resta ben poco del Tempio in cui Gesù andò spesso a predicare, come pure ben poco resta delle povere case di pescatori di quel tempo. Nella pianura tra il Lago e Nazareth vi è un solo alto monte: il Monte Tabor, luogo della Trasfigurazione di Gesù, luogo del Suo incontro spirituale con Elia e Mosè.
 
Quel Patto con Dio stipulato dapprima con i Patriarchi e poi con Mosè, venne così affidato a Gesù. Gerusalemme, allora capitale della provincia romana di Giudea, divenne il centro della sua predicazione e del suo sacrificio. Una cappella posta sul monte degli ulivi ricorda il luogo in cui Cristo osservando la città pianse, profetizzandone la distruzione:
 
 
"In verità vi dico: tutto ciò avverrà su
questa generazione. 'non resterà qui pietra su
                                pietra che non sia distrutta…”
                                         (Matteo, 23,36-24,2)
 
Trentasei anni dopo la morte di Gesù, Gerusalemme verra completamente rasa al suolo dai Romani e per gli Ebrei inizierà la diaspora, l'esilio in ogni parte del mondo per 18 secoli.
Nello stesso capitolo di Matteo, il 23, in cui Gesù profetizza la distruzione di Gerusalemme, pronuncia anche una frase che sembra sibillina, misteriosa
Ecco, la vostra casa vi sarn' lasciata deserta. Poiché io vi dico: non mi vedrete più, finché non diciate:
 
"Benedetto colui che viene nel nome del Signore" (Matteo, 23,38-39)

Quella frase" Benedetto colui che viene nel nome del Signore", tradotto in aramaico significa IIAhmadN, uno degli appellativi di Maometto. Dunque Gesù annunziò la venuta di Maometto, il messaggero divino, discendente da Ismaele, che avrebbe dato seguito, 600 anni dopo Cristo, ad una nuova dispensazione con la nuova Legge Islamica.
Ma le profezie di Gesù nei sorprendenti capitoli 23 e 24 del Libro di Matteo non terminano qui. Rispondendo agli Apostoli che lo interrogano sui Tempi della Fine, Cristo rafferma:
" E questa buona novella del Regno sarn' predicata in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le nazioni. Allora verrà la fine. Quando
dunque vedrete l'abominazione della desolazione predetta dal profeta Daniele..."
(Matteo, 24,14-15)
 
Nel capitolo IX del suo libro, Daniele ha la visione di questa desolazione. L'Arcangelo Gabriele gliela spiega:

"Daniele, ecco, io sono uscito ora per
 darti piena conoscienza" (Daniele, 9,22)

Quindi continua:

"Settanta settimane sono fissate, per il tuo popolo e la tua santa città, per mettere fine alla prevaricazione, porre i sigilli al peccato, espiare l'iniquità, instaurare un'eterna giustizia... Dal momento in cui fu detta questa parola:
 
"Si ritorni e sia ricostruita Gerusalemme, fino a che sorga un Principe Unto, vi sono 7 settimane... e dopo sessantadue settimane sarà tolta la vita ad un Unto... E stringerà una forte alleanza con molti durante una settimana... e sopra l'ala del Tempio  vi sarà l'abominazione della desolazione" (Daniele 9, 22-27)
 
Unto significa Cristo. Dopo settanta settimane, (oppure dopo sessantadue settimane + sette + una=70 comunque), verrà tolta la vita ad un Unto. Settanta settimane corrispondono a 490 giorni. Secondo indicazioni della Bibbia un giorno corrisponde ad un anno, perciò sarebbero 490 anni.
 
 Abbiamo visto che l'Editto per la ricostruzione di Gerusalemme fu promulgato nel 457 a.C.; contando 490 anni dal 457 a.C. arriviamo al 34 d.C, anno della morte di Gesù. Cristo predisse pertanto attraverso la profezia di Daniele, l'anno della propria morte.
 
Ecco che viene data grande attendibilità al profeta Daniele da parte di una voce molto credibile, quella di Gesù.
Ma con questa strabiliante profezia Daniele non esaurisce il Suo messaggio riguardo a tempo della fine. In un altro passo Egli ha la visione di un altro limite, che ci porta più lontano nel tempo:
 
"Fino a quando durerà la visione del sacrificio perpetuo abolito,
della prevaricazione devastatrice, della profanazione del santuario e delle milizie celesti?.” Allora gli rispose:
 "Fino a 2300 sere e mattine, poi sarà ristabilito il  santuario".
 Gabriele spiega a costui la visione..
"Comprendi o uomo che la visione si riferisce al tempo della fine".
(Daniele, 8, 13-18)
 
Dopo un periodo di 2300 anni verrà dunque ristabilito il Santuario, cioè il Patto con Dio. Ma 2300 anni da quando? E cosa sarebbe successo?
 
Se partiamo ancora dalla data indicata da Cristo, cioè dal 457 a.C.,
 dopo 2300 anni arriviamo al  1844.
 Ma che significa?
 E' ancora presto per vedere cosa accadde in quell'epoca.
 
 Un fatto mi sembra incontestabile.
 
 Se un sacerdote come Esdra torna in Israele proprio nel 457 aC,
… se un re (Artaserse) si decide di dare il suo assenso proprio in quell'anno,
…se Gesù ne parla agli apostoli, riferendosi al rinnovo del Santuario,
… se Daniele ne parla nel suo libro durante la visione e l'incontro con l'Arcangelo…
 
forse  vuol dire che sono davvero date importanti, da non sottovalutare.
 
PARTE QUINTA
 La Diaspora e l’Attesa

Gerusalemme venne distrutta dai Romani nel 70 d.C., come profetizzato da Gesù, entro il limite di vita della generazione a cui Lui stesso aveva parlato intorno all'anno 30.
 
 Per gli Ebrei, che furono una delle cause della sofferenza e della morte di Gesù, inizia la diaspora, il loro esilio, la loro dispersione nel mondo che durerà oltre 1800 anni.
 
 L'Arco di Tito a Roma, eretto a ricordo della distruzione di Gerusalemme, presenta alcune sculture in rilievo rappresentanti soldati Romani che trasportano l'Arca dell'alleanza ebraica fuori dalla città santa.
 
Del Tempio di Gerusalemme, eretto da Salomone, è rimasto solo un muro, detto Muro del Pianto.
 
Qui da secoli gli Ebrei si riuniscono in preghiera, per invocare il ritorno del Messia promesso che dovrebbe riunirli in una grande Nazione.
 
Isaia ed altri profeti predissero che il Messia avrebbe riunito i profughi d'Israele.
 
Uno dei motivi per cui non riconobbero Gesù quale Messia fu che dopo di Lui non avvenne la loro riunificazione, ma al contrario la loro dispersione. Quando infatti Egli venne gli Ebrei erano uniti.
 
“Un virgulto sorgerà dal tronco di Jesse e un
pollone verrà su dalle sue radici..
 In quel giorno il virgulto di Jesse si alzerà come uno stendardo per i popoli, le genti lo ricercheranno e la sua dimora sarà gloriosa .
 Egli innalzerà un segnale per le nazioni e riunirà i profughi d'lsraele,
raccoglierà i dispersi di Giuda dalle quattro estremità della terra.” (lsaia,11,1-12)
 
Abbiamo visto che il profeta Michea profetizzò l'avvento di Gesù a Betlemme ed aggiunge che per causa della morte di Cristo, Dio abbandonerà gli Ebrei:

"...da te mi uscirà Colui che deve regnare in Israele...
 Per questo Dio li
abbandonerà fino a quando Colei che deve generare darà alla luce. Allora il resto dei suoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele. ..Abiteranno sicuri perché allora   stenderà il suo potere fino agli estremi limiti del paese.
 E sarà egli la pace (Michea, 5,1)
 
Dio abbandonerà gli Ebrei finché non nascerà Colui che deve regnare, il Messia, che riporterà per sempre la pace sulla terra d'Israele. Anche Gesù aveva avvertito gli Ebrei che Gerusalemme sarebbe stata calpestata dai Gentili, cioè i non Ebrei, finché il Figlio dell'Uomo, cioè il Messia, non fosse tornato alla fine dei tempi.:
Essi domandarono:
 
 " Maestro quando avverrà questo? 
E quale sarà il segno che ciò sta per accadere?"
  -Gesù rispose: 
"Guardate di non lasciarvi sedurre, 
perché molti verranno in nome mio dicendo:
"Sono io" e "Il tempo si avvicina".
 
 Voi non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di sollevazioni, non vi spaventate, perché bisogna che questo accada, ma la fine non verrà così presto. .. Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti sappiate che la sua desolazione è vicina...grande sarà la calamità sopra la terra e la collera sopra questo popolo: saranno passati a fil di spada e saranno condotti schiavi in mezzo a tutte le nazioni: Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi dei Gentili non siano compiuti"..
  Vedranno allora il Figlio dell'uomo venire in una nube con potenza e gloria grande." ( Luca, 21,7-28)
 
Dunque non sarebbe stato Cristo a compiere l'opera di riunificazione, ma un'Altro,alla fine dei tempi.
Risulta inoltre chiaro da quanto esposto che il ritorno degli Ebrei nella Terra Promessa avrebbe dovuto coincidere con il ritorno del Messia.
Gesù aggiunse che il Messia, o lo Spirito di Verità, avrebbe rivelato tutta la Verità:
 
                           “Molte cose avrei ancora da dirvi,
        ma per ora non ne siete capaci.
                        Ma quando verrà lui, lo Spirito di Verità,
                         egli vi guiderà verso tutta la verità,
                         perché non vi parlerà da se stesso,
                         ma dirà quanto ascolta
       e vi farà conoscere l’avvenire (Giovanni, 16-12)
 
Questo Spirito di verità atteso non poteva essere un riferimento alle Pentecoste in quanto l'Apocalisse, ultimo libro della Bibbia, scritto da San Giovanni circa 70 anni dopo la morte di Gesù, si chiude con la promessa di Cristo stesso:
 
Colui chi attesta queste cose, lo dichiara:
"Sì, vengo presto"
(Apocalisse, 22,20)
 
Le Pentecoste erano ormai un ricordo lontano eppure Cristo continuava a promettere il Proprio ritorno.
Dopo la distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani, Israele si disgregò.
 Ma la parola portata da Cristo, un Ebreo che Dio aveva preannunciato a Mosè come simile a Lui, si diffuse rapidamente attraverso i viaggi dei Suoi Apostoli, in particolare San Paolo.
 
In quegli anni ferventi di apostolato era molto viva l'attesa per il ritorno del Messia.
 Ma lo stesso San Paolo intervenne a placare gli animi inquieti:
 
“Ora, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e la nostra riunione con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi così presto turbare lo spirito, nè allarmare da rivelazioni o dicerie o da lettera data per nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente". (2a lett. Tess. 2,1)
  
Anche l'impero Romano crollò nel V secolo sotto i colpi della dissolutezza e delle invasioni.
Ne sono testimonianza oggi in Terra Santa numerosi resti archeologici romani, come ad esempio il grande Teatro Erodiano di Cesarea.
 Ma il piccolo seme piantato da Gesù sopravvisse e prosperò sui ruderi dell'impero Romano.
Il Cristianesimo divenne ispiratore dell'arte e dell'architettura bizantina , ricche di mosaici e di maestose cattedrali dalle caratteristiche cupole.
Giustiniano, il grande imperatore bizantino la cui immagine ci è stata tramandata da stupendi mosaici dell'epoca, raddoppiò l'estensione dell'impero, comprendendo in esso per circa 300 anni anche la Palestina e lasciò ai mondo un duraturo codice dileggi.
 
PARTE SESTA
 La Guida della Nazione Araba
 
Circa 40 anni dopo la morte di Giustiniano, mentre dispute dottrinarie stavano indebolendo l'autorità di Bisanzio, e mentre stava prendendo vita la scissione tra Cristianesimo d'Occidente e quello d'Oriente…
 a qualche miglia di distanza dalla Palestina,
 in direzione degli impraticabili deserti dell'Arabia Saudita,
 là dove lo Spirito Santo impedì agli apostoli di Gesù di propagare il Messaggio del Figlio di Dio:
 
“lmpediti dallo Spirito Santo di evangelizzare l'Asia, attraversarono la Frigia e la regione della Galazia. Giunti ai confini della Misia, tentavano di entrare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro." (Atti, 16, 6-8)
 
 In mezzo a tribù nomadi ed incolte, in continua lotta tra di loro, i cui dei erano rappresentati dalla luna, dal sole, dal destino, da idoli di pietra o rocce meteoritiche, e dove grandi altari di pietra erano dedicati al dio Baal, apparve improvvisamente un Uomo straordinario.
 
Un arabo, discendente da Abramo tramite Ismaele, fu portatore di un Messaggio Divino che si prefiggeva l'adorazione di un Dio unico e la restaurazione dell'onestà, della bontà e dell'altruismo. Il  Suo nome era Muhammad.
 
Prima dell'avvento di Muhammad, centro della religione pagana dei beduini nomadi del deserto arabo era la Kaaba, un cubo di granito situato nel centro della Mecca. Si afferma nel Corano che essa sia stata costruita da Abramo, il comune Padre di Ebrei, Cristiani ed Arabi.
Ricostruendo la Kaaba, Muhammad stesso sistemò in essa la sacra pietra che, secondo la tradizione, cadde dal Paradiso con Adamo ed era stata data dall'Arcangelo Gabriele ad Abramo.
 
Così Muhammad non disconobbe le tradizioni di quelle tribù ma le rettificò e diede ad esse lo spirito essenziale per condurle a riconoscersi in una sola grande nazione e ad adorare un solo Dio. Mai prima del Suo avvento l'Arabia era stata unita e fu questa unità ad alimentare lo slancio delle successive e fulminee conquiste.
 
In un famoso sogno che Muhammad fece, Egli si levò dalla Kaaba in groppa ad una creatura fatata e volò sino a Gerusalemme.
 
Là Egli legò la Sua cavalcatura al Muro del Pianto e si diresse alla Roccia, la collina dove oggi sorge la Moschea di Omar e che ricorda il mancato sacrificio di Isacco da parte di Abramo.
 
Là Muhammad si fermò e con gli occhi al cielo salì al Paradiso dove Gli fu concessa la visione di Dio.
 Ecco perché Gerusalemme è Città Santa anche per i Musulmani.
 Nel suo libro "Cristo e Baha'u'llah" George Townshend (già Canonico della Cattedrale di San Patrizio a Dublino e Arcidiacono di Clonfert) così scrive:
 
“ Muhammad aveva circa quarant 'anni, quando incominciò a insegnare precetti morali simili a quelli dell Antico Testamento e a proclamare il succedersi dei Pro feti, affermando che Lui Stesso aveva seguito Gesù Cristo, la Cui divinità e il Cui Vangelo esortava i Suoi seguaci a riconoscere. . Gli studiosi occidentali concordano nel considerare il nazionalismo come contributo concreto e creativo offerto da Muhammad all'evoluzione dell'umanità. Tutti riconoscono la straordinaria abilità da Lui mostrate nell'organizzare e consolidare le selvagge tribù dArabia. Sir William Muir per esempio scrisse nel suo "The Life of Muhamed che: "Egli abilmente ideò un meccanismo con la cui energia modellatrice a poco a poco plasmò le masse sconnesse e separate della razza umana in un'armoniosa compagine politica, traboccante vita e vigore.. con arte impareggiabile e con rara superiorità di mente, persuase tutti gli Arabi, pagani, ebrei, cristiani, a seguire le Sue orme con docile sottomissione".
 
 Così scrive T.W.Arnold in "The Preaching of Islam":
 
"Le tribù arabe furono in tal modo indotte a sottomettersi al Profeta, in Lui vedendo non solo il capo della più potente forza militare esistente in Arabia, ma anche il creatore di una teoria sociale, davanti alla quale tutte le altre apparivano fragili ed inefficaci.
 
 Muhammad era riuscito a introdurre nell'anarchica società dei suoi tempi il sentimento dell'unità nazionale, la coscienza dei reciproci diritti e doveri, che gli Arabi non avevano fino ad allora mai avuto".

=====================================
Mario Cherubini, classe 1951, è giornalista free lance, esperto di comunicazione e marketing. Proviene dalla scuola Olivettiana. Da anni collabora con quotidiani, periodici, aziende, enti locali e siti internet. Ha scritto e visto pubblicare oltre 10.000 articoli di cronaca, cultura, economia, sport e spettacoli. Da oltre 40 anni è appassionato e libero ricercatore nei fatti storici, con particolare riguardo agli aspetti religiosi e profetici. Attivo nel mondo del volontariato per il rispetto dei diritti umani, ha visitato molte nazioni e vive nel bresciano con la moglie, due figlie e quattro nipotini.
“Il Mistero della Rosa Mistica” è stato il  suo primo romanzo, pubblicato da Comedit nel 2009.
Nel dicembre 2007 ha pubblicato “Aeroporto di Montichiari-Una storia del volo lunga 100 anni”, nel 2009 il Dvd “Un Sogno che Vive”, nel 2010 il libro “I Protagonisti di Montichiari”, nel 2011 la prima Guida di TalentCity, nel 2012 “Italico Risorgimento”. Con la Fondazione Zanetto ha coordinato Quattro  edizioni del TalentGold (2011, 2012, 2013 e 2014). La quinta  edizione del TalentGold è  prevista per il 12  dicembre 2015. Dal 2009 al 2014 ha pubblicato oltre 700  video sul suo Canale di  YouTube (YouDreamVillage) dedicati ai Talenti.
 

2015: NASCE ARCIPELAGO1
Il 23 maggio 2015 è nato ARCIPELAGO1, l’associazione no-profit che tenta il percorso di una soluzione ai tanti problemi del mondo promuovendo l’Articolo 31, ovvero la Regola aurea di TalentWorld, La Civiltà dei Talenti, la tappa finale di una futura Federazione mondiale degli Arcipelaghi. Sarà la traccia del terzo libro della Trilogia "Aquarose-Fiore d'Acquario" .

Ecco l’Articolo 31, ovvero quello successivo ai 30 articoli della Dichiarazione universale dei Diritti umani:

REGOLA AUREA di TalentWorld-La Civiltà dei Talenti.:
“Sviluppare quei talenti che ogni essere umano possiede sin dalla nascita, a partire dalle scuole, mettendoli a disposizione per il proprio e l’altrui benessere: per una società nonviolenta, disarmata, solidale, sovrana e amorevole verso ogni creatura dell’Universo. Praticando la collaborazione, promuovendo la verità scientifica, dimostrabile e riproducibile, e proteggendo il diritto alla cittadinanza mondiale sin dalla nascita per ogni essere umano”
 
 I 40 Fondatori di Arcipelago1 propongono anche le modalità d’azione per lo sviluppo del progetto.
Per saperne di più cliccate qui:
 
 
Fino al 10 dicembre 2016
 avete la possibilità di iscrivervi 
come socio ordinario ad 
Arcipelago1 
(il cui statuto trovate qui:
 
 ed oltre al manifesto-Guida “ Pegasus Book-La Genesi” (504 pagine) potrete ottenere gratuitamente anche “MESSIA, IL RITORNO"”. 
Per iscrivervi compilate il modulo in fondo a questa pagina:
 
Quindi effettuate il versamento dei 20 euro
 tramite le istruzioni che trovate in quella pagina:
 
 Prima di contribuire sappiate che:
con 30 euro otterrete altri 4 libri (totale 6):
A06: Sogno che Vive (24 pag)               
A07: Overture ai TalentGold (8 pag)
A08: Anteprima TalentCity (65 pag)
A09: La Città dei Talenti-La Guida (333 pag)
Con 40 euro otterrete altri 2 (totale 8 libri):
A10: Annuario dei Talenti-01 (72 pag)
A11: La Civiltà dei Talenti  (33 pag)
Con 50 euro altri 2 (totale 10 libri):
A13-Articolo31-La Regola Aurea (126 pag)
A14-TalentWorld-Capitolo Primo (40 pag)
 
BONUS FINALE: Se contribuite con 50 Euro avrete anche in omaggio il libro “I PROTAGONISTI” in cartaceo, che vi verrà consegnato durante la cerimonia del TalentGold 2016 il 10 dicembre 2016 nella Sala Pedini del Centro Fiera di Montichiari
 
SE NON UTILIZZATE PAYPAL POTETE FARE IN ALTERNATIVA UN BONIFICO. CHIEDETE VIA MAIL IL NUMERO DEL CONTO A  Mario Cherubini, presidente Arcipelago1: [email protected]
 
NON CONOSCETE I LIBRI CITATI?
LA DESCRIZIONE DEI   LIBRI CHE POTETE SCARICARE,  PREVIA RICEZIONE DELLA PASSWORD, SU VOSTRA RICHIESTA A:


CHIEDO L'ISCRIZIONE AD ARCIPELAGO1 ED AVRO' DUE LIBRI: PEGASUS BOOK + MESSIA IL RITORNO
Nome e Cognome
Regione residenza:
Anno di nascita:
Indirizzo Email:
 
 
Con un cordiale saluto a tutti voi
Mario Cherubini

Presidente di Arcipelago1 




 

                    



Assistente di creazione sito web fornito da Vistaprint